Competenze, settori, tariffe e progetti. E da dove arrivano davvero i professionisti ingaggiati., con i dati di Regione Puglia, Deloitte e ISTAT

Fra l'edizione del settembre 2024 e quella del gennaio 2026 del report Tech Cities di Experis, a Bari sono cambiate pochissime cose. La quota di offerte di lavoro IT è rimasta al 3%. La retribuzione media dei profili IT è passata da 40.300 a 40-41.000 euro: ferma in termini nominali, quindi in calo in termini reali. Nello stesso intervallo Milano è salita da 51.800 a 53.750 e Roma da 45.700 a 48.000 (quinta edizione; sesta edizione).

Il risultato è che il divario fra Bari e Milano si è allargato: da circa 11.500 euro a circa 13.000. È successo mentre tutti gli altri indicatori della città andavano nella direzione opposta — gli addetti ICT pugliesi sono cresciuti del 16% in cinque anni e Bari è diventata la quinta provincia italiana per startup innovative.

Non è un paradosso, è una spiegazione. A Bari è arrivata capacità di consegna, non decisione: centri che eseguono progetti pensati e venduti altrove. E la capacità si compra al prezzo della capacità. Il freelance più richiesto a Bari nel 2026 è quello che ha capito questo meccanismo e ci si è messo dalla parte giusta: sa entrare nella fabbrica di software di qualcun altro, e ci porta l'unica cosa che quella fabbrica non ha dentro.

Sulla provenienza dei professionisti c'è una sezione dedicata in fondo, e su Bari la risposta è la più circolare della serie: la città forma, lascia andare, e poi ricompra da fuori la stessa competenza che ha esportato.

INDICE DEI CONTENUTI
  1. Che cosa è arrivato davvero a Bari
  2. Il profilo: le competenze funzionali
  3. Il profilo: le competenze tecniche più ricercate
  4. Le attitudini che spostano la tariffa
  5. Quanto si fattura a Bari
  6. Chi lo cerca: i settori baresi
  7. Come sono fatti i progetti baresi
  8. Da dove arrivano i freelance che Bari ingaggia
  9. I rischi da mettere in conto
  10. Come ci si posiziona
  11. In sintesi

Che cosa è arrivato davvero a Bari

Dal 2022 le grandi società di consulenza e tecnologia hanno annunciato a Bari oltre 6.000 posti di lavoro — Deloitte 1.500, McKinsey 2.500, EY 1.500, Fincons circa 1.000, NTT Data 500, Lutech circa 500, Atos 400, Nexi 120, Pirelli 50 (Quotidiano di Puglia) — a cui si aggiungono i 2.500 annunciati da Accenture nel 2022. È una somma di annunci, non un consuntivo. Il problema è che non esiste alcun monitoraggio pubblico che dica quante di quelle assunzioni siano davvero avvenute: non lo pubblica la Regione, non lo pubblicano le aziende, non lo pubblica la Camera di commercio.

Quello che si può verificare è solo l'organico dichiarato dalle imprese stesse, con una data. Deloitte ha inaugurato il 30 giugno 2025 la nuova sede alla Fiera del Levante dichiarando circa 2.000 persone, di cui oltre 1.700 sul NextHub, con un investimento di 75 milioni di cui 25 destinati a un centro sull'intelligenza artificiale generativa (Deloitte). Lutech dichiarava circa 400 professionisti nel febbraio 2025, IBM circa 200 all'inaugurazione della sede rinnovata del suo Client Innovation Center nel 2022 — centro aperto nel 2019 —, InfoCamere 180 nel 2025, Atos 130 nel gennaio 2023. Gli altri piani — NTT Data, Accenture, McKinsey, Capgemini, EY, Fincons, Nexi, Pirelli — non risultano rendicontati da nessuna parte.

Va detto che questo non toglie nulla al fatto industriale: quei centri esistono, lavorano e assumono. Ma cambia il modo in cui un professionista dovrebbe leggerli. Sono strutture di esecuzione: il cliente, il prezzo e l'architettura si decidono a Milano, a Roma o a Londra, e a Bari si consegna.

C'è però una seconda Bari, e conta di più di quanto si racconti. È fatta di aziende nate qui che vendono software fuori. Exprivia, con sede a Molfetta, ha chiuso il 2025 con 335 milioni di ricavi, in crescita del 55% dopo l'acquisizione di Present, e circa quattromila dipendenti di gruppo; nel 2025 i mercati cresciuti di più sono stati difesa e aerospazio (+35,3%) e pubblica amministrazione (+35,1%), seguiti dai mercati internazionali (+27,5%) e dall'industria (+5,4%), mentre banche e assicurazioni — unico segmento in calo — hanno perso l'11% (bilancio 2025). Auriga, di Bari, fa software per gli sportelli bancari automatici e lo vende a oltre 350 clienti in 35 Paesi, con un fatturato 2024 di 28,5 milioni. A Molfetta LUO, ex Network Contacts, vale 116 milioni ed è uno dei maggiori datori di lavoro privati della regione.

Nel complesso, il comparto digitale pugliese conta 5.966 imprese, oltre 15.200 addetti e un mercato da 3,4 miliardi di euro, con gli addetti cresciuti del 16% dal 2020 (report «Il Digitale in Puglia 2026» del Distretto Produttivo dell'Informatica, giugno 2026, dati 2025).

Il profilo: le competenze funzionali

A Bari, più che altrove, quello che serve prima delle tecnologie è capire dentro che cosa si sta lavorando.

  • Saper leggere un contratto di fornitura a corpo o a misura. Il committente tipico non compra un progetto: compra giornate, oppure un risultato con penali. Sono due mondi diversi e chi li confonde perde soldi sul primo incarico.

  • Capire la catena del valore in cui ci si inserisce. Se il cliente finale è una banca del Nord e il centro di Bari è il fornitore, il professionista è un sub-fornitore: i requisiti, i tempi e i controlli arrivano da due livelli sopra e non si negoziano.

  • Conoscere gli standard di consegna di qualcun altro. Revisione del codice, pipeline di rilascio, tracciamento delle attività, livelli di servizio, sicurezza applicativa. Chi arriva con il proprio metodo e pretende di imporlo non viene richiamato.

  • Saper stimare il proprio lavoro in un preventivo altrui. Il centro ha già venduto al cliente finale a un prezzo fisso. Chi sa dire in modo credibile quanto costa la propria parte, e difenderlo, entra nella pianificazione; chi improvvisa viene usato come tappabuchi.

  • Riconoscere quando il committente non ha una competenza interna. È la sola condizione in cui la tariffa esce dal listino standard. Ne parliamo nella sezione sulle attitudini.

Il profilo: le competenze tecniche più ricercate

  • Cloud, architettura e DevOps — nella sesta edizione di Tech Cities il ruolo di Cloud Developer/Architect entra al terzo posto fra i più richiesti in Italia, in forte crescita. È la competenza che i centri di consegna comprano fuori perché internamente hanno soprattutto sviluppo.

  • Sicurezza applicativa e conformità — analisi delle vulnerabilità, gestione delle identità, tracciabilità degli accessi, documentazione per gli audit del cliente finale. Nel lavoro per banche e pubblica amministrazione non è un di più: è la condizione per consegnare.

  • Dati e integrazione — pipeline, qualità del dato, API, migrazioni da sistemi legacy. È il fabbisogno di massa di tutte le commesse sulla pubblica amministrazione, che in Puglia valgono molto.

  • Java e l'ecosistema enterprise — resta il primo ruolo richiesto in Italia ed è la lingua franca dei centri di consegna baresi. Da solo non fa tariffa, ma senza si resta fuori dalla maggior parte delle commesse.

  • Software per l'aerospazio e i sistemi critici — è il comparto manifatturiero pugliese in crescita documentata, e chiede qualificazione del software, tracciabilità dei requisiti e conoscenza delle norme di settore.

  • E-commerce e piattaforme di vendita — l'E-Commerce Manager è il secondo ruolo più richiesto a livello nazionale, e in un tessuto di agroalimentare e distribuzione come quello barese è il lavoro che non manca mai, anche se paga meno degli altri.

Vale la pena dire cosa non compone questo profilo. Il generalista che «fa un po' di tutto» a Bari trova lavoro facilmente e viene pagato male, perché è esattamente ciò che i centri hanno già in casa in quantità. La scarsità, qui, non è la capacità di scrivere codice: è la seniority su un dominio stretto.

Le attitudini che spostano la tariffa

Saper essere l'eccezione, non il rinforzo. È la distinzione da cui dipende tutto il reddito. Un freelance chiamato per aggiungere braccia a una squadra viene prezzato come le braccia che affianca — e a Bari quel prezzo è fermo dall'ultima rilevazione. Un freelance chiamato perché il centro non ha internamente quella competenza viene prezzato su un altro listino. Sono la stessa persona con due posizionamenti diversi.

Saper lavorare in modo asincrono e documentato. Quando il cliente finale è a Milano e il capo progetto a Roma, il professionista che scrive bene, aggiorna gli stati senza che glielo si chieda e lascia decisioni tracciate vale il doppio di uno più bravo tecnicamente ma opaco. In Puglia è una competenza ancora rara: lavora almeno in parte da remoto il 9,4% degli occupati pugliesi, contro il 13,8% nazionale, e il Mezzogiorno resta quasi ovunque sotto il 10% (Ufficio Statistico della Regione Puglia su dati ISTAT; rilevazione 2023, la più recente disponibile).

Saper dire di no alla prima commessa sbagliata. Il mercato barese assorbe volume: è facile riempire l'agenda a tariffa bassa in due settimane e poi non uscirne più, perché le referenze parlano di quel livello.

Saper vendere anche fuori dalla Puglia. Non come alternativa al mercato locale, ma come metro di paragone: sapere quanto vale il proprio lavoro a Milano è ciò che permette di trattare a Bari senza accettare il primo prezzo.

Saper stare in un settore in contrazione senza spaventarsi. Due dei maggiori datori di lavoro industriali dell'area stanno tagliando, e questo cambia il tono delle trattative anche in progetti che non c'entrano nulla.

Quanto si fattura a Bari

Premessa obbligata, la stessa di sempre: in Italia non esiste una statistica pubblica ufficiale sulle tariffe dei freelance digitali. Quello che segue sono ordini di grandezza ricostruiti dalla pratica di mercato, ancorati dove possibile a dati verificabili, da leggere come intervalli e non come listino.

L'ancoraggio sul lavoro dipendente è duplice e concorde. Tech Cities dà per Bari 40-41.000 euro di retribuzione media dei profili IT di media seniority. Il Geography Index di JobPricing (edizione 2025, dati 2024), che misura tutti i settori, colloca la provincia di Bari al 73° posto su 107 con 29.352 euro di retribuzione globale annua: 9,4% sotto la media nazionale e 23,8% sotto Milano. Nella classifica pugliese Bari non è nemmeno prima: la precede Barletta-Andria-Trani, 69ª con 29.509 euro.

Il contrappeso, e a Bari è forte, è la casa. Un metro quadro in vendita costa 2.180 euro e l'affitto 12,5 euro al mese: sono i valori più bassi fra tutte le città di questa serie — Milano sta a 5.681 e 22,4, Firenze a 4.786 e 22,4, Roma a 3.767 e 19,6, Bologna a 3.713 e 16,6, Napoli a 3.026 e 14,9 (idealista, luglio 2026). In tutte le città di questa serie la casa costa meno che a Milano più di quanto sia più bassa la retribuzione, ma a Bari la forbice è la più larga: il metro quadro costa il 62% meno che a Milano, la retribuzione il 23,8%.

Profilo (Bari)

Tariffa giornaliera indicativa

Sviluppo su specifica altrui dentro una squadra di consegna

240 – 330 €

E-commerce e integrazione canali di vendita

280 – 400 €

Sviluppo Java enterprise senior

350 – 480 €

Data engineering e integrazione di sistemi legacy

400 – 550 €

Cloud architecture e DevOps

480 – 680 €

Sicurezza applicativa e conformità per banche e PA

500 – 720 €

Software qualificato per aerospazio e sistemi critici

550 – 780 €

Lo scarto fra la prima e l'ultima riga è di oltre due volte e mezzo, ed è il punto dell'articolo: a Bari la tariffa non la fa la bravura, la fa il posto che si occupa nella catena di consegna.

Va ricordato, come sempre, che una tariffa freelance non è uno stipendio: copre i periodi non fatturati, i contributi, gli strumenti, l'assicurazione professionale e un aggiornamento che in questi ambiti non è facoltativo.

Chi lo cerca: i settori baresi

I centri di consegna. Sono il primo committente per volume. Comprano giornate quando una commessa va in sovraccarico e comprano competenze puntuali quando il cliente finale chiede qualcosa che internamente non c'è. Pagano puntuali e ragionano su tariffe da sede centrale, non locali: è il vantaggio meno noto di lavorare con loro.

Le software house pugliesi. Exprivia, Auriga, LUO, e a Lecce Links Management and Technology, che nel 2024 ha fatturato oltre 40 milioni. Sono committenti diversi dai precedenti: hanno prodotto proprio, quindi cercano continuità e conoscenza del dominio più che braccia. È il mercato in cui un rapporto dura anni.

Aerospazio e difesa. È l'unico comparto manifatturiero pugliese in crescita documentata: oltre 100 imprese, più di 8.000 addetti e oltre 1,5 miliardi di fatturato, con la Puglia che pesa più del 10% del settore nazionale (dati del Distretto Tecnologico Aerospaziale, settembre 2025). Non a caso è il mercato su cui Exprivia è cresciuta di più nel 2025.

Pubblica amministrazione. Gli interventi PNRR classificati come «digitalizzazione» valgono in Puglia circa 1,50 miliardi di euro (OpenPNRR, dati al 26 febbraio 2026), e la Regione ha approvato nel giugno 2025 l'agenda Puglia Digitale 2030. È domanda vera, con i tempi e i vincoli amministrativi che si sanno.

Industria in transizione, con cautela. Lo stabilimento Bosch di Bari conta 1.700 addetti e ha annunciato nel 2024 fino a 700 esuberi in cinque anni, legati alla contrazione della domanda europea di motori endotermici (Il Sole 24 Ore). Natuzzi, a Santeramo in Colle, ha chiuso il 2025 con 308,2 milioni di ricavi e 30,6 milioni di perdita ed è entrata in composizione negoziata della crisi. Sono aziende che oggi comprano poco.

Agroalimentare, distribuzione e porto. Il gruppo molitorio Casillo, con sede a Corato, ha superato i 2,2 miliardi di ricavi nel 2024 — la capogruppo industriale da sola ne vale circa 800 milioni — e Divella, a Rutigliano, 333 milioni. Bari e la BAT insieme generano oltre metà dell'export pugliese, 5,1 miliardi su 9,9 nel 2025, e circa il 30% dell'export regionale è agroalimentare. Il sistema portuale dell'Adriatico meridionale — Bari, Brindisi, Barletta, Manfredonia, Monopoli e Termoli — nei primi nove mesi del 2025 ha perso il 7% sulle merci ma ha guadagnato il 14% sui crocieristi e il 40% sui container (AdSP Mare Adriatico Meridionale).

Come sono fatti i progetti baresi

Sono raramente interi. Il freelance entra su un modulo, una fase, una migrazione: quasi mai su tutto il progetto. È la conseguenza diretta del fatto che il progetto lo ha venduto qualcun altro.

Hanno una durata media più lunga di quanto sembri. L'incarico iniziale dura settimane, ma nei centri di consegna il rinnovo è la norma e i rapporti si misurano in anni. Questo rende Bari un mercato stabile e, insieme, un mercato in cui è facile smettere di crescere.

Chiedono presenza fisica meno di quanto si creda, ma non zero. Il modello prevalente nei centri è ibrido, e l'onboarding su una commessa nuova quasi sempre si fa in sede.

Hanno vincoli di sicurezza che arrivano dal cliente finale. Postazioni gestite, accessi tracciati, restrizioni sui dati, a volte divieto di lavorare da fuori dall'Unione europea. Sono condizioni contrattuali che vanno lette prima di firmare, perché limitano dove e come si può lavorare.

Da dove arrivano i freelance che Bari ingaggia

Premessa necessaria, identica a quella degli altri articoli di questa serie: non esiste alcuna statistica che incroci la sede del committente con la residenza del professionista. Quello che segue è un ragionamento su indicatori indiretti, dichiarato come tale.

La risposta barese è la più circolare della serie: la città forma molto, lascia andare i più mobili, e poi ricompra da fuori — spesso da remoto — la seniority che ha esportato.

Forma, e più di prima. Il Politecnico di Bari ha portato le immatricolazioni da 1.384 nel 2014/15 a 2.134 nel 2024/25, +54% in dieci anni, ed è l'unico dei tre politecnici italiani cresciuto davvero nel decennio, contro il +0,7% di Milano e il −0,05% di Torino — per giunta con una popolazione diciottenne pugliese in contrazione del 10% (ANSA e Borderline24, settembre 2025). I suoi laureati magistrali sono occupati al 91% a un anno, in crescita di 23,6 punti dal 67,4% del 2014: un recupero che ha ridotto il distacco dal Politecnico di Milano (96,1%) e da quello di Torino (92,5%).

Ma forma pochi senior, e questo spiega il mercato. Il corso magistrale in Ingegneria informatica del Politecnico ha prodotto 44 laureati nel 2025, con il 95,5% occupato a un anno e 1.670 euro netti al mese (AlmaLaurea); l'Università di Bari ne ha laureati 167 in Informatica triennale (AlmaLaurea). Si confronti quel 44 con i seimilacinquecento posti annunciati dal 2021: il divario non si colma assumendo, si colma formando junior — ed è esattamente quello che i centri fanno, con academy e ITS — oppure comprando seniority fuori. La seconda strada è dove sta il freelance.

E lascia andare. Nel 2025 la Puglia è stata la terza regione di origine dei flussi dal Sud verso il Centro-Nord, con il 17,7% dopo Campania (29%) e Sicilia (23,6%) — dati provvisori; nel 2024 aveva registrato un saldo migratorio interno di −8.433, compensato in volume ma non in qualifica da un saldo estero di +9.945 (ISTAT, censimento 2024; migrazioni 2024/2025). Secondo il CNEL, fra il 2011 e il 2024 hanno lasciato la Puglia circa 130.000 giovani, di cui quasi 103.000 fra i 18 e i 34 anni, e solo il 27% con un titolo di studio basso. Il comune di Bari è oggi a 315.831 residenti.

Con una particolarità che vale la pena notare: i pugliesi vanno a Milano, non a Berlino. Il tasso di espatrio verso l'estero della Puglia è di 1,3 per mille, il più basso del Mezzogiorno (ISTAT, 2025). L'emigrazione qualificata pugliese è quasi tutta interna all'Italia, diretta in Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio.

E nel frattempo importa ogni giorno dalla propria provincia. Bari accoglie 122.083 pendolari in entrata, di cui 78.170 per lavoro, contro 37.294 in uscita: un saldo netto di +84.789 persone al giorno e un indice di coesistenza del 127,9%, allo stesso livello di Roma e sopra Napoli e Torino (ISTAT). Il dato è una statistica sperimentale riferita al 2016: è il più recente disponibile a questo dettaglio, e va letto per quello che è.

Detto tutto questo, i professionisti che lavorano su commesse baresi si dividono grosso modo in tre gruppi. Il primo, il più numeroso, sono i pugliesi rimasti, spesso residenti in provincia e non in città. Il secondo sono i pugliesi tornati, che hanno fatto cinque o dieci anni al Nord e sono rientrati con una seniority che qui non si formava: sono pochi ma sono quelli che fatturano di più, perché portano esattamente ciò che manca. Il terzo sono i professionisti di altre regioni che non si trasferiscono affatto e lavorano da remoto per i centri baresi.

Un'ultima nota, con riserva. LinkedIn ha collocato Bari al secondo posto in Italia nella sua classifica delle «città in crescita» 2026, che misura assunzioni e domanda di lavoro fra le città escluse le grandi metropoli. La metodologia non è pubblicata in dettaglio, è un dato proprietario, non verificabile in modo indipendente, e apparentemente in contrasto con l'ISTAT. Le due letture possono convivere — LinkedIn misura un sottoinsieme di iscritti su un'area più ampia del comune — ma va trattato come indizio, non come prova.

I rischi da mettere in conto

Il rischio principale è restare fermi al prezzo di ingresso. È il più concreto di tutti, e i numeri lo dicono: una rilevazione e mezza di retribuzioni IT nominalmente ferme mentre Milano e Roma salivano. In un mercato che assorbe volume, l'inerzia è la condizione naturale.

La dipendenza da pochi committenti. Quando il mercato è fatto di cinque o sei grandi centri, perdere una commessa significa spesso perdere una quota enorme del fatturato. È un rischio concreto in un tessuto in cui il BPO locale sta riducendo gli organici.

L'industria che compra digitale si sta restringendo. Bosch e Natuzzi insieme pesano molto sull'economia dell'area e stanno entrambe tagliando. L'aerospazio cresce, ma è una filiera a barriere d'ingresso alte, che non si aggredisce in tre mesi.

Gli annunci non sono commesse. Il numero dei seimilacinquecento posti circola come se fosse un fatto compiuto: chi struttura la propria attività su quell'aspettativa lavora su una previsione che nessuno ha mai verificato.

La domanda digitale locale resta poco matura. L'indice di intensità digitale delle imprese pugliesi era al 68,3% contro il 70,4% nazionale nel 2022, e l'indice di specializzazione ICT della regione a 0,67 su una media nazionale di 1 nel 2020 — sono le rilevazioni più recenti citate dalla Regione, e hanno rispettivamente quattro e sei anni (Agenda Digitale Puglia 2030). Al di fuori dei centri di consegna, il mercato è più piccolo di quanto la narrazione suggerisca.

Come ci si posiziona

Scegli una verticale e rendila la ragione per cui ti chiamano. Cloud e sicurezza sono le due che oggi i centri baresi comprano fuori con più frequenza; l'aerospazio è la terza, più difficile ma più difendibile. Restare generalisti a Bari significa accettare il prezzo della capacità.

Impara il metodo di consegna dei grandi e usalo come credenziale. Aver lavorato dentro il processo di un grande integratore — con i suoi standard di revisione, rilascio e sicurezza — è un argomento che vale anche fuori dalla Puglia, e che i clienti diretti non sanno valutare ma i centri sì.

Tratta con il metro di Milano, lavora con i costi di Bari. Il divario retributivo è del 23,8%, quello sul costo della casa è molto più ampio. È l'unico posto della serie in cui questa asimmetria gioca a favore di chi resta, e va usata come leva in trattativa, non subita.

Coltiva anche i committenti fuori regione. Non per andarsene: per non dipendere da un mercato in cui i prezzi li fanno cinque interlocutori che si parlano fra loro.

Se rientri, fallo valere. Chi torna dopo anni al Nord porta la cosa più scarsa del mercato barese, cioè la seniority. È l'unico profilo che a Bari può chiedere una tariffa da grande città e ottenerla.

In sintesi

Il freelance più richiesto a Bari nel 2026 è un professionista che sa lavorare dentro la fabbrica di software di qualcun altro e che porta una specializzazione — cloud, sicurezza, dati, sistemi critici — che quella fabbrica internamente non ha. Lo cercano i centri di consegna delle grandi società di consulenza, le software house nate in Puglia che vendono fuori, l'aerospazio e la pubblica amministrazione regionale.

I progetti sono porzioni di lavori venduti da altri, durano più di quanto l'incarico iniziale suggerisca e portano con sé i vincoli di sicurezza del cliente finale. Le tariffe hanno un'escursione di oltre due volte e mezzo fra il basso e l'alto della scala, e quella distanza non la determina la bravura: la determina il posto che si occupa nella catena. Quanto alla provenienza, non esiste una statistica, ma tutti gli indicatori raccontano un movimento circolare. Bari forma più di prima — il suo Politecnico è l'unico d'Italia con le immatricolazioni in forte crescita — lascia partire chi ha più mobilità verso Milano e Bologna, e poi ricompra da fuori, spesso da remoto, la seniority che ha lasciato andare.